La proposta di legge

Di seguito il testo ufficiale della proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta” promossa dalla nostra campagna “Un’altra difesa è possibile”.

Testo PDL “Un’altra difesa è possibile” – file PDF

Il testo della Legge di Iniziativa Popolare è poi stato ripreso nella Proposta di Legge di iniziativa parlamentare C. 3484 incardinata per la discussione alla Camera dei Deputati


 cassazione

Art. 1

(Difesa civile non armata e nonviolenta)

1 – In ottemperanza al principio costituzionale del ripudio della guerra, di cui all’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, ed al fine di favorire l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, di cui all’articolo 2 della Costituzione, e l’adempimento del dovere di difesa della Patria di cui all’articolo 52 della Costituzione, viene riconosciuta a livello istituzionale una forma di difesa alternativa a quella militare denominata “Difesa civile, non armata e nonviolenta”, quale strumento di difesa che non comporti l’uso delle armi ed alternativo a quello militare.

2 – Ai fini di cui al comma precedente, viene istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il “Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta”, dal quale dipendono:

  1. i Corpi Civili di Pace, la cui sperimentazione è inserita nella Legge 27 dicembre 2013, n. 147 che prevede l’istituzione di un contingente da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale
  2. l’Istituto di ricerca sulla Pace e il Disarmo, da istituirsi con apposita Legge successiva

3 – Per i fini di cui all’Articolo 1 Comma 1 della presente legge, il “Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta” deve prevedere forme di interazione e collaborazione con:

  1. il Dipartimento della Protezione Civile come organo di riferimento del Servizio Nazionale di Protezione Civile regolato dalla Legge 12 luglio 2012, n. 100 e successive modifiche ed integrazioni
  2. il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile incardinato presso il Ministero dell’Interno;
  3. il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale regolato dal DPCM 21 giugno 2012

in particolare con l’istituzione di un “Consiglio Nazionale della difesa civile, non armata e nonviolenta” fra i suddetti Dipartimenti con compiti paritetici di indirizzo e di confronto da normare con successivo Regolamento emesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministero degli Interni.

4 – Il “Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta” ha i seguenti compiti:

  1. difendere la Costituzione, affermando i diritti civili e sociali in essa enunciati, la Repubblica e l’indipendenza e la libertà delle istituzioni democratiche del Paese;
  2. predisporre piani per la difesa civile non armata e nonviolenta, coordinarne la loro attuazione, e curare ricerche e sperimentazioni, nonché forme di attuazione della difesa civile non armata, ivi compresa la necessaria formazione e l’educazione della popolazione;
  3. svolgere attività di ricerca per la pace, il disarmo, per la graduale differenziazione produttiva e la conversione a fini civili delle industrie nel settore della difesa e la giusta e duratura risoluzione dei conflitti, e predisporre studi finalizzati alla graduale sostituzione della difesa armata con quella civile nonviolenta, provvedere alla formazione del personale appartenente alle sue strutture;
  4. favorire la prevenzione dei conflitti armati, la riconciliazione, la mediazione, la promozione dei diritti umani, la solidarietà internazionale, l’educazione alla pace nel mondo, il dialogo inter-religioso ed in particolare nelle aree a rischio di conflitto, in conflitto o post-conflitto;
  5. organizzare e dirigere le strutture della Difesa civile non armata e nonviolenta e pianificare e coordinare l’impiego dei mezzi e del personale ad essa assegnati;
  6. contrastare le situazioni di degrado sociale, culturale ed ambientale e difendere l’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni cagionati dalle calamità naturali.

5 – Le attività, l’organizzazione ed il funzionamento del Dipartimento di cui al comma 2, e delle sue articolazioni, sono disciplinati con regolamento da emanarsi ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della Legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive modificazioni, da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, entro sei mesi dalla data di approvazione della presente legge.

 

Art. 2

(Fondo nazionale per la Difesa civile non armata e nonviolenta)

1 – Per il funzionamento del Dipartimento di cui al precedente articolo 1, si provvede mediante costituzione presso la Presidenza del Consiglio, nell’ambito del relativo Programma della Missione “Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio”, di un apposito Fondo denominato “Fondo nazionale per la Difesa civile non armata e nonviolenta”, con una dotazione annua iniziale pari a 100 milioni di euro per l’anno 2015, di cui non oltre il 10% per le spese di funzionamento, ed alimentato, per gli anni successivi, anche dalle risorse derivanti dalla disposizione di cui al successivo articolo 3.

2 – Al fine di sostenere per l’anno in corso l’onere finanziario derivante dalla precedente disposizione le spese sostenute dal Ministero della Difesa relative all’acquisto di nuovi sistemi d’arma sono ridotte in misura tale da assicurare risparmi pari ad almeno 100 milioni di euro.

3 – Le modalità di gestione e di rendicontazione delle risorse del Fondo e delle spese di funzionamento del “Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta”, sono stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

 

Art. 3

(Scelta di destinazione del sei per mille dell’IRPEF)

1 – A decorrere dall’anno d’imposta 2015 è riconosciuta al contribuente la facoltà di destinare una quota pari al sei per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dovuta e liquidata dall’amministrazione finanziaria sulla base della dichiarazione annuale, all’incremento della copertura delle spese di funzionamento del Dipartimento per la Difesa civile non armata e nonviolenta ed al finanziamento delle attività dei Corpi Civili di Pace e dell’Istituto di ricerca sulla Pace e il Disarmo di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a) e b) della presente legge. A tal fine, per la destinazione delle relative somme è necessario che il contribuente, con opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi, scelga di sostenere le spese per la Difesa civile non armata e nonviolenta

2 – Il ministro dell’Economia e delle finanze è delegato a stabilire, con proprio decreto, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le modalità di esercizio, in sede di dichiarazione annuale ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’opzione fiscale di cui al comma 1, anche prevedendo a tal fine le dovute modifiche alla modulistica.

3 – Il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro dell’economia e delle finanze presentano annualmente al Parlamento una dettagliata relazione sull’entità e sulle modalità di utilizzazione delle risorse rivenienti dalle opzioni fiscali di cui al precedente comma 1, e sullo stato di attuazione della presente legge.

 

Art. 4

(Copertura finanziaria)

1 – A decorrere dall’anno d’imposta 2015 l’ammontare delle risorse disposte ai sensi dell’articolo 3 è compensato da corrispondenti risparmi derivanti dai meccanismi di revisione e di razionalizzazione della spesa pubblica di cui alla missione “Difesa e sicurezza del territorio” del bilancio statale secondo le procedure di cui alla legge 7 agosto 2012, n. 135 nonché dai risparmi derivanti dalla dismissione di caserme e presidi di pertinenza del demanio militare.

2 – Il Ministero dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

 

 

 

 

 

 

25 comments on “La proposta di legge”

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  2. vincenzo guanci Rispondi

    sono il cooordinatore del Centro Pace Legalità “Sonja Slavik” di Mirano (Venezia) e vorrei sapere quali sono le modalità per costituire eventualmente un comitato promotore di raccolta firme e, in subordine, qual è il comitato più prossimo a noi.
    grazie.
    cordiali saluti

  3. Enrico Galavotti Rispondi

    1.Autodifesa popolare locale armata (no agli eserciti di professione). Tutti devono essere sottoposti a periodiche esercitazioni per difendere il loro territorio locale.
    2.Fuori le basi Nato dall’Italia e dall’Europa (in attesa che ciò avvenga, divieto di usare dette basi per compiere azioni belliche contro i paesi che ci sono confinanti).
    3. Spese militari limitate alla difesa e non all’attacco.
    4. Totale denuclearizzazione mondiale, militare e civile (con tanto di embarghi politici, diplomatici ed economici agli Stati che non la mettono in pratica).
    5.Totale eliminazione di qualunque arma di sterminio di massa e di qualunque test sperimentale sull’ambiente.
    6.Totale eliminazione di qualunque arma in grado di colpire anche quando i conflitti sono terminati.
    7.Dichiarazione unilaterale da parte di tutti gli Stati che dispongono di armi di sterminio di massa che in caso di conflitto non le utilizzeranno mai per primi.
    8.Inserire nelle Costituzioni un articolo che preveda che mai nessun reato compiuto durante un conflitto bellico cadrà in prescrizione (nel senso che non ci si può avvalere del principio che si è compiuto un crimine in ossequio a un ordine superiore).
    9.Far approvare dall’Onu il principio che qualunque crimine compiuto ai danni di civili disarmati costituisce un aggravante e non un effetto collaterale imprevisto.
    10.Far approvare dall’Onu il principio che chiunque, attaccando, causi danni ad ambienti e persone altrui, è tenuto a un congruo risarcimento.
    Se solo alcune di queste cose venissero approvate, avremmo fatto passi da gigante.

    • Roberto Allera Rispondi

      Mi fermo al primo punto (gli altri implicano un ragionamento accurato, ma,ripeto,il primo è quello qualificante):ed a questo punto, BRAVISSIMO Enrico Galavotti!!! Quel sistema funziona alla grande,e non è niente altro che il Modello Svizzero.

  4. renzo craighero Rispondi

    Bene la campagna ma, non so se interpreto bene, nell’opzione fiscale non emerge che il 6 per mille destinato al Dipartimento per la Difesa Civile viene, contestualmente, sottratto al finanziamento del Bilancio della Difesa (armata). Questo mi pare essere stato il fulcro delle Campagne di obiezione fiscale alle spese militari. O mi sbaglio?
    Ciao

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  6. Michele Rispondi

    Don Tonino Bello ha dimostrato con la marcia a Sarajevo che non si tratta di una semplice utopia. Tra l’altro è l’unica speranza di Pace e Giustizia per il mondo. Speranza che non dovrebbe trovare obiezione o perplessità alcuna in un occidente che si dice( ma solo per dire ) cristiano.

  7. Redazione Rispondi

    Salve e grazie della sua attenzione. Per quanto riguarda l’articolo/comma cui fa riferimento: è introdotto per richiamare esplicitamente un abbassamento della spesa militare nel momento in cui serviranno i fondi istitutivi del Dipartimento che proponiamo

  8. sergio Rispondi

    Scusate se non conosco l’iniziativa nei dettagli, ma è proprio necessario istituire una struttura apposita per le finalità sopra descritte? non sembra la solita solfa italiana che prevede creazione di organismi, commissioni, dipartimenti, autorità per la tutela di questo o quello e poi alla fine tutto diventa enormemente complicato e le poche risorse disponibili bastano solo per il sostentamento della struttura creata di volta in volta (stipendi, sedi, spse di amministrazione). Perchè invece non puntare alla realizzazione del programma con gli stumenti e gli apparati (tanti) di cui lo Stato già dispone??? Francamente ho più di qualche dubbio (non preconcetto) su chi utilizza il suffisso nonviolenza con tanta generosità: la NON VIOLENZA ha un senso laddove ci sia qualcuno in grado di comprenderne il valore e il significato; ha senso parlare di nonviolenza nel contrasto al terrorismo (di qualsisi tipo si badi bene!) ovvero: il poliziotto che deve intervenire durante una rapina a mano armata in cui ci sono civili in pericolo di vita può mettersi a illustrare gli insegnamenti di Ghandi (per il quale nutro smisurata ammirazione e rispetto) o usare “violenza” nel nome del rispetto delle leggi e la tutela dei cittadinini? Ovvero: prima di parlare di smilitarizzazione non sarà il caso di concentrarsi sulle ingiustizie (locali e mondiali) accettando la consapevoleza che è possibile un mondo migliore ma ci vogliono decenni per crescere generazioni migliori, nel frattempo accettiamo che c’è la violenza (nelle strade e fra le Nazioni) e quindi occorre potersi difendere (con la dose di forza/violenza appropriata all’offesa).

  9. Bruno Rispondi

    Il solo titolo: “difesa non violenta” o per dirla in parole povere, difesa disarmata è già un controsenso di per se, dato che una difesa contro una violenza non può essere non violenta (non sarebbe una difesa ma un subire la violenza), una difesa disarmata (es: il tribunele di Milano) non servirebbe a fermare violenti e assassini o folli.
    Qualcuno dovrebbe spiegarci come fermare in modo non violento un uomo che ti aggredisce anche solo con un bastone o un piccone, per non parlare di coltelli, spranche, machete.

    • Redazione Rispondi

      Forse non ha letto con attenzione la proposta: già nel titolo è presente il concetto di “non armato” quindi non si tratta di un “dirlo in parole povere”….

      Quanto al resto (le solite frasi fatte su chi ti attacca con un bastone etc… che denotano l’incapacità di capire la portata strutturale ed isituzionale della proposta) ci permettiamo di suggerire un maggiore approfondimento del concetto di nonviolenza (tutto attaccato! primo aspetto da studiare…) e della possibile vantaggiosa applicazione in ambito di difesa (che non è obbligatoriamente armata – nemmeno nella nostra Costituzione – checché ne dica lei).

      Saluti e grazie della visita

  10. j minio Rispondi

    Difesa non violenta certo… perchè sono sicuro che criminali e malinenzionati saranno sicuramente per “un’aggressione non violenta” !

    E’ scandaloso che adulti responsabili pensino che limitare il diritto all’autodifesa serva a fermare la delinquenza ! Perchè, secondo voi, chi commette rapine o crimini a mano armata, è uno che compra el armi in armeria o al mercato nero ?

    Stando a quanto dite, se un energumeno di 90 kg strafatto aggredisce uan donna di corporatura minuta, questa NON avrebbe il diritto a difendersi anche a mano armata ?

    Pensate alle persone anziane, spesso vessate e pestate da delinquenti che fanno affidamento sul fatto che la vittima non possa reagire efficacemente !
    Credete che la polizia intervenga entro pochi secondi dalla chiamata ? Vivo a Milano da vent’anni, e ho assistito a risse, rapine e aggressioni… con la polizia che arriva tra i venti minuti e la mezz’ora dopo il fatto !

    Ma certo: è facile riempirsi la bocca (o i blog), finchè un’aggressione non capita a te o a un tuo familiare…

    • Redazione Rispondi

      Diciamo che è più “scandaloso” (per usare suoi termini) che adulti che frequentano internet e si permettono commenti (ovviamente sempre anonimi, i soliti “cuor di leone”) non siano in grado di leggere nemmeno una paginetta di proposta di legge: caro “j minio” se lo avesse fatto si renderebbe conto che la campagna “Un’altra Difesa è possibile” non si occupa delle questioni (delinquenza/aggressione violenta) di cui parla nel suo commento…

      Se vuole rimanere in tema è bene accetto anche un suo dissenso, se vuole parlare di altre cose altri sono i luoghi (e sicuramente qualcuno delle nostre reti/associazioni è ben disposto ad un confronto pubblico in merito)

      Saluti e grazie della visita

      • livio gherbaz Rispondi

        Ho dato una rapida occhiata al sito e ad alcuni degli interventi e risposte. Sono rimasto sbalordito dalla superficialità dalla “ignoranza” o forse malafede con cui questi interventi vengono fatti. Mi sembra che le persone che scrivono vivano in un mondo di anime belle, dove tutti si vogliono bene e dove non ci siano mai i “CATTIVI”. Cantavano una volta i figli dei fiori: mettete dei fiori ne vostri cannoni…. Peccato che se dall’altra parte ci sono carri armati, artiglieria pesante, fanteria armata fino ai denti ed animata da cattivi propositi, nonchè bombardieri con tutti i tipi di ordigni, i fiori otterrebbero un bel misero risultato. Non vi pare? Allora tornate con i piedi per terra e guardatevi intorno, anche molto vicino a noi, soprattutto oggi, poichè domani potrebbe essere tardi. E ricordate la massima romana:”SI VIS PACE PARA BELLUM”. Saluti

        • Redazione Rispondi

          diciamo che in tema di superficialità ed “ignoranza” il suo post raggiunge l’apice, perché se per criticare (legittimo) la nostra proposta usa ancora il vecchio adagio dei figli dei fiori (e invece noi diciamo tutt’altro, in maniera concreta e non ideologica come i sostenitori delle soluzioni militari) vuole dire che proprio non ha capito cosa stiamo proponendo…

          speriamo abbia possibilità di approfondire, senza aggrapparsi alla solita vecchia retorica (quella sì ideologica ed utopistica, che mira a propagandare una soluzione facile che invece non c’è) e magari riflettendo sul fatto che con la vecchia massima romana che cita le situazioni non si stanno risolvendo (anzi!)

          un saluto!

          • livio gherbaz

            Ho letto solo ora la tua risposta. Ho capito solo che non hai risposto! SEMPLICE buttarla in caciara. Salute

          • Redazione

            in “caciara”? abbiamo solo notato che lei ha fatto una critica come al solito ideologica e sui massimi sistemi senza aver nemmeno letto la nostra proposta e i suoi contorni..

            se è contento lei… noi comunque siamo in giro per tutta Italia ad illustrare la campagna “Un’altra difesa è possibile”… se vuole confrontarsi direttamente l’aspettiamo!

  11. Roberto Lodola Rispondi

    Ho letto la proposta e non mi è chiaro come promuovere la graduale sostituzione della difesa armata con quella non armata. Credo che sia un buon proposito per lavorare per la pace, ma si rimarrebbe forse troppo ‘scoperti’ in caso di offesa subita. Quale compromesso potrebbe esserci? Buon lavoro, seminando qualcosa di buono cresce sicuramente!

  12. Gilda Rispondi

    x CHI Ha PAURA
    Vorrei tranquillizzare che essere nonviolenti non vuol dire buttiamo via le armi e stiamo fermi ad aspettare che ci attacchino
    Vuol dire agire, lavorare, impegnarsi per prevenire i conflitti anche a livello internazionale. Anche la legge proposta dice questo.

    Per dirla in parole povere se hai un casa due o tre pistole ma litighi con tutto il vicinato c’è probabilità che vi ammazziate.
    Se non hai armi e fai amicizia con tutti i tuoi vicini è più probabile che passi una bella esistenza.

    Ognuno può scegliere quale vita preferisce
    Però più gente si sforza di fare amicizie, meglio è per tutti.

    • livio gherbaz Rispondi

      E se i tuoi vicini non vogliono fare amicizia, ma anzi vogliono semplicemente toglierti di mezzo?, tu che fai con la non violenza? Semplice, SOCCOMBI: Salute

      • Redazione Rispondi

        beh la situazione (anche del nostro Paese, che si è un po’ evoluto dai tempi della sola violenza) è un po’ differente… ma capiamo che sia difficile lasciare le finte sicurezze della “giusta” violenza

        la invitiamo comunque – ancora una volta – ad informarsi sulle proposte e le posizioni che critica: qui siamo sostenitori della “nonviolenza” scritta come unica parola… c’è una bella differenza! (provi a scoprirla, se non la conosce)

  13. Mauro Rispondi

    L’articolo 11 della nostra Costituzione dice già tutto, è chiaro ed inequivocabile. Basterebbe chiederne la sua rigorosa applicazione senza altre invenzioni. Infatti, gli organi di difesa civile e cooperazione già esistono, Protezione Civile, Pompieri, varie organizzazioni di Volontariato ONLUS, che operano sia in Italia che nel mondo. Anche in questo caso basterebbe impegnarsi affinché funzionino meglio ed in modo coordinato, senza desiderare altri carrozoni.
    Missioni “di Pace” all’estero in paesi in guerra o comunque non sicuri per gli operatori non si possono comunque fare senza una forma armata che ne assicuri la sicurezza. Non c’e alternativa alle nostre forze armate che si occupino di questo aspetto, altrimenti si rinunci alle operazioni di Pace in tanti Paesi del mondo.
    Disquisire quali siano le armi di offesa e quali di difesa è pleonastico, qualsiasi arma tattica può essere utilizzata in un senso o nell’altro, escludendo ovviamente gli ordigni nucleari (che non sono armi tattiche).
    Ribadire i valori della Pace, della Libertà e della convivenza nel mondo, non può prescindere dall’essere armati e pronti a difendersi da chi calpesta questi valori.

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