La noviolenza è in cammino, anche a Cremona

Cremona 28 marzoSabato 28 marzo alle ore 18, presso la sede delle Acli provinciali in via Massaia 22, a Cremona, si terrà l’incontro: “Un’altra difesa è possibile: Campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta”. Intervengono: Mauro Ferrari, sociologo e Pasquale Pugliese, segretario del Movimento Nonviolento.

Lo scorso gennaio, a Cremona, è stata scritta una pagina violenta di aggressione a persone e di devastazione urbana. Tutti i giorni però, migliaia di cremonesi scrivono pagine nonviolente di impegno civile per i diritti dei più deboli, per il bene comune e per una convivenza inclusiva. Se fa più rumore un albero che cade che una foresta he cresce, è anche vero che diventa sempre più insopportabile il clima di violenza che si snoda dal locale al globale. Davanti agli sconvolgenti scenari di guerra e di terrorismo che stanno squartando il mondo, ci si chiede accorati se c’è una via d’uscita, chi ci può difendere da questa minaccia e in che modo. Ancora con più armi e con altre guerre?

Negli ambiti istituzionali, più voci, oggi, chiamano in campo l’iniziativa della diplomazia internazionale al fine di non ripetere l’errore di interventi militari fatti per portare la democrazia ai popoli e per cacciare i dittatori. Queste voci sono un’ implicita ammissione che le guerre del recente passato, non solo non hanno risolto i problemi aperti ma li hanno fatti esplodere ulteriormente. Permane pertanto il dubbio che una risposta armata sia inadeguata alla complessità della situazione e non in grado di difendere le popolazioni .

Da tempo, oltre 200 organismi di società civile sostengono che “Un’altra Difesa è possibile” e per questo hanno dato vita ad una Campagna (www.difesacivilenonviolenta.org) che mette al centro il ripudio della guerra (art.11 Costituzione ) e che affida ad ogni cittadino il compito di difendere la patria (art.52 Cost.).

Obiettivo della campagna è chiedere che venga istituita la Difesa Civile, non armata e nonviolenta in grado di intervenire nelle controversie internazionali, ma anche di difendere i cittadini dalle calamità naturali, dalle minacce ambientali, dalla cattiva gestione dei beni comuni; una difesa in grado di promuovere la vera sicurezza umana che viene dal riconoscimento dei diritti di tutti. A tal fine, la Campagna “Un’altra Difesa è possibile”, attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare, chiede l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non Armata e Nonviolenta presso la presidenza del Consiglio dei Ministri.

La Tavola della Pace cremonese e la Rete provinciale “Nutrire il pianeta è nutrire la pace” dallo scorso autunno, stanno raccogliendo firme per promuovere questa legge di iniziativa popolare e per sensibilizzare la cittadinanza.

 

 

 

 


 

NUTRIRE IL PIANETA E’ NUTRIRE LA PACE
“ E’ un percorso promosso da una serie di associazioni cremonesi il cui scopo è  quello di aprire una riflessione responsabile e attuale su alcune questioni relative al diritto al cibo e alla sovranità alimentare dei popoli e degli Stati nel mondo globalizzato. Questioni cruciali per gli 842 milioni di affamati al mondo, per quanti non riescono ad accedere a un cibo sufficiente e adeguato ed anche per il miliardo e mezzo di obesi o vicini all’obesità, l’altra faccia della mala gestione delle risorse alimentari. Il percorso intende  sottolineare lo stretto legame tra garantire il diritto al cibo a tutti, nel rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori che lo producono, e la costruzione della pace nelle comunità e tra i popoli.
Oggi, i conflitti scatenati per il controllo e il possesso dell’acqua, delle risorse, delle fonti energetiche, per un uso improprio dei terreni agricoli, per una mercificazione dei beni naturali, per eventi estremi legati ai cambiamenti climatici, stanno   destabilizzando intere comunità e popoli e finiscono col generare guerre. In questi anni conflitti per il petrolio, per l’acqua, per la terra sono diventati 388; 38 sono vere e proprie guerre con mezzi militari pesanti e un elevatissimo numero di vittime civili;  148 sono definiti ‘crisi violente’; 202 sono dispute che si giocano con ritorsioni e boicottaggi, oppure sono tensioni sul piano territoriale e diplomatico.
Questo quadro rischia di aggravarsi ulteriormente a causa dei cambiamenti climatici che stravolgono intere aree del pianeta con processi accelerati di  desertificazione, con mutamenti dei livelli dei ghiacciai e dei mari, con allagamenti più intensi di bacini fluviali e coste. Le Agenzie dell’ONU prevedono in centinaia di milioni i ‘profughi ambientali’ del prossimo decennio.
Per questo nutrire il pianeta con una più rigorosa attenzione alla fragilità dell’ambiente, assicurando cibo, accesso all’acqua e salute   è il primo passo fondamentale per costruire la pace tra i popoli e le nazioni. Senza questo passo le buone intenzioni della diplomazia internazionale risultano  poco credibili.
Quello che si richiede però non sono forme più moderne ed efficaci di assistenzialismo verso i vari Sud del mondo. E’ piuttosto dotarsi di una coscienza  planetaria che faccia i conti con il progressivo esaurimento delle risorse, con i limiti dello sviluppo e con la globalizzazione finanziaria senza regole e senza una politica sovranazionale democratica. Si può e si deve nutrire il pianeta con una sovranità alimentare riconquistata dai popoli e dalle varie e diverse regioni della nostra terra.
La pace è una costruzione sociale, economica, culturale complessa, è costruzione di giustizia e di diritti di tutti e per tutti, è superamento di ogni sopruso e di soluzione di ogni conflitto con mezzi nonviolenti…
Per questo la sovranità alimentare dei popoli deve essere uno degli obiettivi strategici dell’Expo 2015 di Milano. (…) ”
(Caritas, Forum Terzo Settore, Tavola della pace cremonese, Cremona nel Mondo, Pax Christi, Arci, Nonsolonoi, Banca Etica, Acli, Filiera corta solidale….)

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