La Campagna

Mondo Pace NonviolenzaDi fronte alla drammatica crisi economica e sociale del Paese, che sostanzialmente non ha sfiorato lo strumento militare, vogliamo fare un passo in avanti, promuovendo congiuntamente la Campagna per il disarmo e la difesa civile, lanciando la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta.

Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra, e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale, cioè la realizzazione di una difesa civile alternativa alla difesa militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

Obiettivo della Campagna è quello di dare uno strumento in mano ai cittadini per far organizzare dallo Stato la difesa civile, non armata e nonviolenta – ossia la difesa della Costituzione e dei diritti civili e sociali che in essa sono affermati; la preparazione di mezzi e strumenti non armati di intervento nelle controversie internazionali; la difesa dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente dai danni che derivano dalle calamità naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni – anziché finanziare cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono e lo rendono invece  minaccioso agli occhi del mondo. Lo strumento politico della legge di iniziativa popolare vuole aprire un confronto pubblico per ridefinire i concetti di difesa, sicurezza, minaccia, dando centralità alla Costituzione che “ripudia la guerra” (art. 11), afferma la difesa dei diritti di cittadinanza ed affida ad ogni cittadino il “sacro dovere della difesa della patria” (art. 52).

E’ un principio che non è mai stato attuato davvero, perché per difesa si è sempre e solo intesa quella armata, affidata ai militari. Dobbiamo riappropriarcene. Le grandi battaglie per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza e del servizio civile iniziate fin dal dopoguerra hanno portato al riconoscimento nel nostro ordinamento giuridico che la difesa della patria è molto più articolata ed estesa di quella semplicemente militare. Noi oggi sappiamo che la difesa della patria è difesa della vita, dell’ambiente, del territorio, dei diritti, della dignità, della pace, del lavoro.  Per difendere davvero questi beni comuni servono strumenti adeguati, quelli della nonviolenza.

Il finanziamento della nuova difesa civile dovrà avvenire grazie all’introduzione dell’”opzione fiscale”, cioè della possibilità per i cittadini, in sede di dichiarazione dei redditi, di destinare una certa quota alla difesa non armata, togliendola in ultima analisi dai finanziamenti per la guerra.

 

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La Campagna (promossa da Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, Forum Nazionale per il Servizio Civile, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci!, Tavolo Interventi Civili di Pace) è stata presentata il 25 aprile 2014 a Verona in “Arena di pace e disarmo”, lanciata in occasione della manifestazione nazionale “Facciamo insieme un passo di pace” il 21 settembre 2014 a Firenze, divulgata il 2 ottobre 2014 in tutta Italia, Giornata internazionale della nonviolenza.

Le 50.000 firme per depositare alla Camera la Proposta di Legge di iniziativa popolare (il cui titolo è già stato registrato alla Corte di Cassazione e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale) è iniziata il 4 novembre 2014, anniversario prima guerra mondiale e Festa delle forze dis/armate, e si è conclusa positivamente entro il 2 giugno 2015, Festa della Repubblica che ripudia la guerra.

Clicca qui per scoprire tutte le tappe della nostra azione.

 

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7 comments on “La Campagna”

  1. Gianni Rispondi

    Abbiamo già l’esempio della Costa Rica… da 60 anni ha abolito l’esercito… e se c’è riuscito un paese del centro America vuoi che non possiamo riuscirci noi.
    In piedi costruttori di pace.

    • Francesco Vignarca Rispondi

      gentile Enrico, la raccolta di firme partirà fra qualche settimana e troverà in questo sito (e presso le realtà territoriali delle nostre Reti promotrici) tutte le indicazioni necessarie…

  2. Salvatore Armando Santoro Rispondi

    5° Comandamento: NONUCCIDERE!
    Dovrebbe bastare questo per convincere tutti gli stati che si ritengono cattolici e tutti coloro che urlano:”IL CROCIFISSO NON SI TOGLE DAGLI UFFICI PUBBLICI”, per bandire le armi e spingere i propri governanti a percorrere altre strade per assicurare la pace nel mondo. Ed invece, proprio quelli che urlano di più: “DIO C’E'” sono quelli che fanno le crociate per ammazzare chi non la pensa come loro.

    Uomini, nella truce ora dei lupi,

    pensate all’ombra del destino ignoto

    che ne circonda, e a’ silenzi cupi

    che regnano oltre il breve suon del moto

    vostro e il fragore della vostra guerra,

    ronzio d’un’ape dentro il bugno vuoto.

    Uomini, pace! Nella prona terra

    troppo è il mistero; e solo chi procaccia

    d’aver fratelli in suo timor, non erra.

    Pace, fratelli! e fate che le braccia

    ch’ora o poi tenderete ai più vicini,

    non sappiano la lotta e la minaccia.

    E buoni veda voi dormir nei lini

    placidi e bianchi, quando non intesa,

    quando non vista sopra voi si chini

    la Morte con la sua lampada accesa.

    (Da “I due fratelli”, poesia di Giovanni Pascoli)

  3. Marco Rispondi

    Ciao,
    condivido le proposte della Campagna. Qui in Val Trompia faccio parte dell’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere (opalbrescia.org), sommiamo le speranze!

  4. Stephan Lausch Rispondi

    Condivido pienamente gli obiettivi perseguiti da questa iniziativa ma sappiamo benissimo che fine fanno le proposte di legge di iniziativa popolare. Faccio difficoltà a comprendere perché tutti coloro che hanno da proporre alla società vere alternative allo stato deplorevole attuale non si rendano coscienti della responsabilità di realizzare insieme una democrazia vera dove i cittadini realmente possano esercitare la sovranità con strumenti di democrazia diretta, con il potere di controllare con il voto referendario quanto viene deciso dai rappresentanti politici prima che le decisioni entrino in vigore e con la possibilità di decidere loro stessi col voto su contenuti di iniziative legislative popolari mettendo in atto i cittadini stessi le leggi che servono. Non ha senso la dispersione di forze in questo infinito arcipelago di cose giuste da fare non avvertendo la necessità fondamentale di compiere finalmente il progetto della democrazia. Gli esempi che questa democrazia è possibile ci sono!

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