A Pavia e Voghera la campagna sulla difesa nonviolenta

da “La Provincia Pavese”

Un’altra difesa è possibile: civile, non violenta, senza armi. E una rete di associazioni nazionali dalla rete della Pace a Sbilanciamoci, passando per ControllArmi raccoglie le firme per presentare una legge di iniziativa popolare. Anche a Pavia e Voghera, col sostegno dei Comuni.

Presentazione campagna a Pavia«Si tratta di dare piena attuazione all’articolo 52 della nostra Costituzione, la difesa della patria, istituendo forme di difesa civile, in coerenza con l’articolo 11, il ripudio della guerra – spiega Ilaria Zambelli della cooperativa Progetto Con-Tatto che con Csv e Pax Christi ha aderito alla campagna nazionale –. Nel concreto, la proposta di legge vuole l’istituzione e il finanziamento del dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta che comprenda i corpi civili di pace e l’Istituto di ricerche sulla pace e il disarmo e che abbia forme di interazione e collaborazione con il dipartimento della protezione civile, il dipartimento dei vigili del fuoco ed il dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale. Il finanziamento della nuova difesa civile sarebbe garantito, oltre che dallo spostamento di risorse dalla spesa militare, sostanzialmente rimasta immutata nonostante la crisi, anche dalla possibilità di destinare a questo scopo il 6xmille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche». «Come Comune abbiamo deciso di aderire, con una direttiva di giunta – spiega l’assessore ai servizi sociali Alice Moggi – come ha fatto Voghera e speriamo che, viste le parole del nuovo Presidente della Repubblica, si possano fare passi in avanti sulla difesa non violenta». La campagna per la difesa civile, non armata e nonviolenta, attiva da due mesi, si concluderà a fine maggio 2015, con la raccolta delle 50mila firme necessarie alla presentazione alla Camera dei Deputati del progetto di Legge di iniziativa popolare. In Comune a Pavia si firma la lunedì a sabato all’uffico elettorale dalle 8.30 alle 13, a Voghera si può chiamare l’assessorato alle politiche sociali (0383. 33 64 25).

 


 

Di seguito un trafiletto tratto da “Il Giorno” del 4 febbraio 2015

Il Giorno Pavia

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